12h fa
Il ringgit apre in rialzo dopo i dati sul lavoro USA sotto le attese che rafforzano le aspettative di una pausa dei tassi Fed
Il ringgit malese ha aperto in rialzo venerdì mattina, scambiando a 4.0705/0805 contro il dollaro USA, in miglioramento rispetto alla chiusura precedente. Il movimento è seguito ai dati sul lavoro USA di giugno più deboli del previsto: i nonfarm payrolls sono aumentati di 57.000 contro un consenso di 114.000, con revisioni al ribasso per aprile e maggio. Questo ha rafforzato le aspettative di mercato che la Federal Reserve possa adottare un approccio più cauto sui tassi. La valuta si è inoltre apprezzata contro sterlina, yen, euro, peso filippino, rupia indonesiana, baht thailandese e dollaro di Singapore.
12h fa
6-29
Ringgit tra Fed e fondamentali: USD/MYR risale a RM4.1377 entro il 24 giugno
L’andamento del ringgit malese (MYR) viene descritto come frenato dalla scarsa forward guidance della Federal Reserve sotto il nuovo presidente, con un dollaro più forte che ha spinto USD/MYR dal minimo di febbraio a RM3.8895 fino a RM4.1377 il 24 giugno. Sul fronte domestico, l’ampliamento dell’avanzo di conto corrente al 3% del PIL e l’impennata del 70.5% su base annua delle esportazioni elettriche ed elettroniche, insieme alla spinta degli investimenti in data center legati all’AI, vengono indicati come fattori di supporto per i fondamentali. Diverse istituzioni mantengono un obiettivo di fine anno per USD/MYR nell’intervallo RM3.95–RM4.
6-29
6-24
Il dollaro tocca un massimo a 13 mesi: aumentano le scommesse sui rialzi dei tassi e la fuga dalle azioni sostiene la domanda
Mercoledì l’indice del dollaro (DXY) è salito fino a 101.69, al massimo degli ultimi 13 mesi. A sostenere la valuta hanno contribuito gli acquisti difensivi innescati dal proseguire delle vendite sul comparto tecnologico di Wall Street e il rafforzamento delle attese di rialzo dei tassi da parte della Fed. Secondo CME FedWatch, la probabilità di un aumento a luglio è passata dal 9% di una settimana fa al 36%, mentre per settembre è salita oltre il 70%. Euro, sterlina, dollaro australiano e yen si sono indeboliti; lo yen è sceso a 161.69, vicino ai minimi dal 1986.
6-24
6-23
Borse asiatiche e petrolio in calo mentre i mercati ricalibrano le attese sulla Fed
L’annuncio degli Stati Uniti di esentare una parte delle sanzioni contro l’Iran, insieme alle dichiarazioni secondo cui lo Stretto di Hormuz resta aperto, ha ridotto nettamente i timori di interruzioni dell’offerta in Medio Oriente. Il Brent è sceso dell’1,22% a 76,95 dollari al barile. Nel frattempo i trader hanno alzato con forza le aspettative di rialzo dei tassi: la probabilità di almeno due aumenti da 25 punti base entro fine anno è salita dal 15,2% al 54%, innescando vendite sugli asset rischiosi. L’indice MSCI Asia-Pacifico ha perso il 2,9%, il Kospi è crollato dell’8,1%, il Nikkei 225 ha ceduto il 3%, mentre Nasdaq e S&P 500 hanno chiuso rispettivamente a -1,3% e -0,4%.
6-23
6-23
Borse asiatiche in calo mentre i mercati riprezzano le attese sulla Fed, il petrolio rimbalza
Gli Stati Uniti hanno annunciato esenzioni su parte delle sanzioni all’Iran, alimentando le aspettative di un aumento dell’offerta di greggio: il Brent, dopo un rimbalzo di breve durata, è tornato a scendere di oltre il 3%. Intanto, l’eventuale arrivo di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve ha rafforzato l’ipotesi di rialzi più aggressivi: i futures sui Fed funds scontano una probabilità implicita del 54% di almeno due aumenti entro fine anno. Lo yen si è avvicinato ai minimi da 40 anni e il ministro delle Finanze giapponese ha avuto un colloquio urgente con la controparte statunitense. A Wall Street hanno guidato i ribassi i titoli tecnologici, con Nasdaq a -1,3% e S&P 500 a -0,4%.
6-23
6-22
Slimy beans: Japanese natto disgusts and delights the world
日本纳豆出口量2025年达5248吨,较2017年增长三倍,主要销往中国和美国。受中东战争影响,作为纳豆发酵关键辅料的石脑油出现短缺,推高纳豆生产成本,促使行业提价并重塑其‘高端健康食品’定位。尽管纳豆本身非 traded commodity,但其大规模工业化生产依赖稳定、低成本的大豆原料供应,日本进口大豆采购行为对亚洲大豆现货及日盘相关合约存在边际影响。
6-22
6-21
Il ringgit atteso più debole sul dollaro, in area RM4.13–RM4.15 questa settimana
Il ringgit della Malesia dovrebbe restare sotto pressione questa settimana, con un cambio contro il dollaro USA stimato nell’intervallo RM4.13–RM4.15. Il mercato continua a scontare un possibile rialzo dei tassi della Federal Reserve di 25basispoint entro fine anno, fattore che sostiene il biglietto verde e pesa sulle valute regionali. La scorsa settimana il ringgit è sceso da 4.0555/0600 a 4.1340/1395 e si è indebolito anche contro sterlina, yen, euro e le principali valute dell’ASEAN.
6-21
6-20
Il Brent verso un calo settimanale di circa l’8% dopo la tregua Israele-Hezbollah e la ripresa dei transiti a Hormuz
Israele e Hezbollah hanno concordato un cessate il fuoco in Libano, mentre le spedizioni di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz sono aumentate dopo la firma dell’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. La ripresa dei transiti include il passaggio di almeno quattro petroliere venerdì, con la prospettiva di un allentamento delle sanzioni sul petrolio iraniano e l’immissione sui mercati di oltre 85 milioni di barili bloccati nel Golfo. Gli analisti prevedono che il mercato globale possa spostarsi gradualmente verso un surplus. Citi stima che i prezzi possano scendere nei prossimi 6-12 mesi fino a circa 60-65 dollari al barile entro il primo trimestre del 2027.
6-20
6-20
Trump: gli Stati Uniti hanno fatto transitare in silenzio almeno 87 petroliere nello Stretto di Hormuz
Donald Trump ha dichiarato che le forze armate statunitensi hanno scortato in segreto almeno 87 petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, sostenendo che le navi abbiano navigato di notte con le luci spente dopo che Washington avrebbe neutralizzato radar e sistemi difensivi iraniani. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha affermato che il “Project Freedom” avrebbe già accompagnato 125 million barrels of oil lungo la stessa rotta. Trump ha inoltre detto che il flusso di navi e petrolio attraverso lo stretto sarebbe “come nessuno ha mai visto prima” e ha indicato un termine di 60 giorni per un accordo finale con l’Iran.
6-20