L’ascesa volatile dell’argento non è finita
L’articolo ricostruisce la recente correzione dell’argento, sceso da un picco vicino a $120 a gennaio fino all’area dei $60, attribuendola al rinvio dei tagli dei tassi da parte della Fed, al rafforzamento del dollaro e a prese di profitto. Nonostante il calo, sottolinea che il metallo segna comunque un +86% su base annua e che la fase attuale rientra nella volatilità tipica di un mercato rialzista. Sul fronte dei fondamentali, evidenzia quattro anni consecutivi di record della domanda industriale e un deficit cumulato 2021–2024 di circa 800 million ounces, oltre a una norma indiana in vigore da aprile 2026 che potrebbe convogliare fino a $385 billion verso i metalli preziosi attraverso i fondi comuni.