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Reuters

Il traffico di petroliere nello Stretto di Hormuz torna a 242 navi a settimana, ma i noli restano a $313,000 al giorno

Riepilogo di mercato AI
Nonostante il Brent si stia stabilizzando vicino ai livelli pre-attacco, i flussi di petroliere attraverso Hormuz restano ben al di sotto delle norme prebelliche e la capacità vuota verso ovest è scarsa. I noli elevati Medio Oriente→Cina (TD3C) segnalano una persistente tensione in materia di sicurezza e logistica, con il rischio di una prolungata "produzione bloccata" di ~9 mb/g tra i produttori del Golfo. Una volta che il backlog di barili intrappolati si sarà esaurito, l'offerta fisica potrebbe irrigidirsi nuovamente se le spedizioni non si normalizzeranno.
Livello dell'impatto
● Elevato
Asset interessati
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● Neutrale
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Il cessate il fuoco di 60 giorni tra Stati Uniti e Iran, firmato a metà giugno, ha fatto risalire i transiti di petroliere nello Stretto di Hormuz fino a 242 navi a settimana, rispetto a circa 60 durante la fase di guerra, ma ancora sotto le 700+ del periodo prebellico. La carenza di navi cisterna in zavorra dirette verso ovest resta marcata e l’indice dei noli TD3C per le spedizioni di greggio dal Medio Oriente alla Cina è ancora a $313,000 al giorno, ben sopra una media di lungo periodo inferiore a $100,000. L’articolo indica inoltre che circa 9 milioni di barili al giorno di capacità potenziale risultano volontariamente tagliati per l’instabilità del trasporto, con il rischio di ampliare il deficit globale se non rientrano.