Senato Usa, i Democratici divisi su chi deve far rispettare il divieto "anti-cripto" per i funzionari nel Clarity Act
Riepilogo di mercato AI
I democratici al Senato stanno discutendo su chi debba far rispettare il divieto proposto dal Clarity Act di significativi legami con le criptovalute per i funzionari federali, con i procuratori generali statali contro il procuratore generale degli Stati Uniti come principale linea di frattura. La tempistica del disegno di legge è serrata in vista della scadenza della pausa del 7 agosto, e un linguaggio etico non risolto potrebbe ritardare i progressi sulla struttura di mercato. L'incertezza sul processo regolatorio potrebbe mantenere prudente il sentiment di rischio sui principali asset crypto nel breve termine.
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Nel Senato degli Stati Uniti i Democratici sarebbero irritati per alcuni dettagli che stanno emergendo sulla sezione più controversa della proposta di legge sulla struttura dei mercati crypto: la norma che vieterebbe ai funzionari pubblici legami rilevanti con le criptovalute. Il nodo principale, secondo persone informate su un briefing tenuto martedì al settore da un funzionario della Casa Bianca, riguarda chi dovrà far rispettare il divieto.
Agli addetti ai lavori è stato riferito che i Democratici restano fermi sulla richiesta di consentire ai procuratori generali dei singoli Stati di far valere le restrizioni etiche nei confronti dei funzionari federali. Casa Bianca e Repubblicani promotori del testo spingono invece per attribuire l’autorità principale al procuratore generale degli Stati Uniti.
L’avanzamento del Digital Asset Market Clarity Act dipenderebbe ormai da un compromesso su questa clausola etica, che secondo le fonti includerebbe presidente, vicepresidente e tutti i membri del Congresso. Trovata un’intesa su quel punto, il resto del disegno di legge dovrebbe procedere, nonostante restino alcune questioni aperte in altri capitoli, tra cui il trattamento degli sviluppatori nelle tutele contro la finanza illecita.
Il 7 agosto — data ormai imminente e ultimo giorno prima della pausa estiva del Senato — viene indicato come scadenza chiave per chiudere il Clarity Act entro l’anno. Nel settore crypto ci si aspetta che il testo arrivi in aula già dall’inizio della prossima settimana, in linea con quanto indicato in precedenza dal leader della maggioranza al Senato John Thune. L’iter potrebbe richiedere diversi giorni prima del voto finale.
Sempre martedì, CoinDesk ha riportato che un funzionario della Casa Bianca ha affermato che Trump avrebbe accettato "la disposizione etica più completa e di più ampio raggio nella storia", anche se la formulazione effettiva concordata non sarebbe stata ancora condivisa con i Democratici. Al momento della pubblicazione non era chiaro se i Democratici avessero visto il testo esatto. L’amministrazione sostiene comunque di essersi "fatta in quattro" per andare incontro alle richieste democratiche, lasciando intendere che un eventuale stallo sarebbe imputabile a loro.
L’assenso di Trump a un vincolo sulle proprie relazioni d’affari nel mondo crypto solleva interrogativi su come la sua partecipazione possa essere resa sufficientemente distante per rispettare i limiti. Il presidente e la sua famiglia risultano legati a diverse iniziative nel settore, inclusa la partecipazione in World Liberty Financial. Trump ha dichiarato di non avere conflitti d’interesse mentre la sua amministrazione definisce politiche crypto che incidono anche sulle sue attività; i Democratici lo hanno invece accusato apertamente di corruzione.
La disputa sull’enforcement della clausola etica ruota attorno a quale autorità legale sia ritenuta più idonea a far rispettare la restrizione. I procuratori generali statali rispondono ai propri Stati e agli elettori locali, e molti hanno già affrontato in tribunale l’amministrazione Trump. Un’applicazione a livello federale ricadrebbe tradizionalmente sul Dipartimento di Giustizia, che secondo i Democratici del Senato sarebbe troppo esposto all’influenza del presidente, anche perché l’ex avvocato personale di Trump, Todd Blanche, è il suo attuale candidato alla carica di procuratore generale.
Anche se i negoziatori di entrambi i partiti trovassero un terreno comune in questi ultimi giorni, un via libera del Senato non basterebbe: il provvedimento dovrebbe ottenere una nuova approvazione dalla Camera dei Rappresentanti, probabilmente al rientro in sessione a settembre. La Camera, però, ha recentemente faticato a causa di tensioni interne alla maggioranza repubblicana che hanno rallentato altri dossier. In più, tra i Democratici circola l’ipotesi di inserire nel Clarity Act una disciplina sui prediction market: un tema nuovo e divisivo che rischierebbe di far deragliare l’intera operazione.
Contributo reporting: Nikhilesh De. Approfondimento: la Casa Bianca spinge i Democratici del Senato ad accettare l’accordo etico "storico" sul Clarity Act crypto.